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Casa di Vladimir Nazor

La casa del poeta Vladimir Nazor è situata sul lato nord del porto di Bobovišća. Trattasi, in effetti, di un complesso di tre case che dispongono di pianterreno, primo piano e mansarda alta con una serie di abbaini che coincidono con l’asse delle finestre del primo piano. Sui lati, simmetricamente, sono poste due scale esterne in pietra. Con la divisione della parte centrale della casa tra il 1933 e il 1937 è stato modificato l’aspetto originario, tuttavia conservando parte degli interni con relativi mobili, libri e fotografie. Il complesso di case della famiglia Nazor ha un significato commemorativo, perché il poeta Vladimir Nazor vi trascorse una parte della sua infanzia; inoltre, rispecchia il valore ambientale dell’architettura residenziale dall’inizio del XIX secolo.
Nelle immediate vicinanze si trova anche il monumento al poeta.
La casa di Vladimir Nazor e il complesso delle case circostanti sono beni culturali protetti della Repubblica di Croazia.

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Castello Gligo

Il Castello Gligo si trova sul lato ombreggiato della baia di Bobovišća. I tre rami della struttura sono stati costruiti attorno all’ampio cortile rivolto verso il mare, circondato da alte mura difensive, lungo il quale si può ammirare un parzialmente conservato passaggio con arcate. A est, si può ammirare un edificio quadrato con cortile interno e una serie di feritoie al pianterreno, appartenenti alla parte barocca del complesso fortificato. L’edificio sul lato sud del cortile rappresenta la parte più antica del castello che si contraddistingue da una serie di elementi di difesa e degli abbaini in stile barocco. Il castello della famiglia Marinčević-Gligo, apparsa alla fine del XVII secolo, è un prezioso complesso fortificato costruito in stile barocco per la difesa del porto e l’accesso all’interno dell’isola di Brazza, nonché un bene culturale protetto della Repubblica di Croazia.

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Tre soreline (Bobovišća na Moru)

Il monumento Tre Sorelline è una torre simbolica con tre gradini in cemento e un fregio costruito da Vladimir Nazor nel 1937. Sulle colonne sono incise le lettere I, O, A – le iniziali dei nomi delle sue sorelle Irma, Olga e Amalia, delle quali si prese cura durante tutta la vita.

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Torre simbolica (Bobovišća na Moru)

La torre simbolica eretta da Vladimir Nazor è stata costruita con pietre raccolte.

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Casa Cerinić Gligo (Bobovišća)

La Casa Cerinić-Gligo si trova sul lato ovest del villaggio, verso il porto di Bobovišća. Trattasi di un edificio che rispecchia il classicismo tardo barocco, costruito nella prima metà del XIX secolo in un ampio giardino come edificio monumentale a due piani con mansarda alta. Formato da grandi blocchi di pietra scolpita, posizionati in modo regolare, l’edificio si contraddistingue da cinque assi di finestre poste sulle facciate lunghe e due su quelle strette. La Casa Cerinić-Gligo, bene culturale protetto della Repubblica di Croazia, è decisamente un monumento architettonico e uno dei più belli esempi dell’architettura dell’epoca.

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Poente di pietra (Ložišća)

Il ponte di pietra, sotto il quale scorrevano ricchi torrenti d’acqua, è situato nella profonda valle che porta dal villaggio di Ložišća al Porto della Strega – Vičja luka. Eretto durante il dominio austriaco, rappresenta oggi una sorta di curiosità, dal momento che sull’isola è rimasta poca acqua. Dagli abitanti dell’isola, viene spesso chiamato in modo affettuoso il “Ponte di Francesco Giuseppe”. La struttura rappresenta senz’alcun dubbio una soluzione tecnica rara e un monumento dell’ingegneria del XIX secolo.
Il ponte di pietra è un bene culturale protetto della Repubblica di Croazia.

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La casa canonicale la prima scuola

Nel 1857 furono costruiti a Ložišća la casa canonica e la prima scuola. L’edificio in pietra a due piani con i suoi tre abbaini alti nel sottotetto è un prezioso esempio di architettura residenziale e pubblica della metà del XIX secolo. La scuola primaria e secondaria di Io grado di Ložišća fu fondata in seguito alla decisione del Comitato Provinciale della Dalmazia di Zara e, inizialmente, fu una scuola maschile con una sezione. Il primo insegnante fu il sacerdote don Frano Gospodnetić. Con delibera del Consiglio Scolastico Provinciale di Zara del 1893, la scuola fu elevata a scuola maschile con tre sezioni. L’edificio scolastico, costruito nel 1857, fu proprietà della Chiesa di Ložišća. Le aule si trovavano al pianterreno e al primo piano, mentre al secondo piano c’era la canonica e l’appartamento del parroco. Le lezioni si svolsero dal 1857 al 1965, anno in cui la scuola venne chiusa e gli studenti della scuola primaria trasferiti alla scuola primaria e secondaria di Io grado di Milna.

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Donji pisk o Stara voda (Ložišća)

Donji Pisk è uno dei più grandi bacini idrici dell’isola di Brazza. Le vasche per l’acqua piovana e gli ampi passaggi conducono alle vasche in muratura e ai recipienti in pietra utilizzati per l’abbeveraggio del bestiame. Questa struttura di tecnologia industriale fu costruita all’inizio del XIX secolo e rappresenta un’ottima soluzione tecnica per migliorare la coltivazione agricola.
Donji Pisk è un bene culturale protetto della Repubblica di Croazia.

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Bobovišća n/m – Sito archeologico „Vičja luka“

Il sito archeologico sottomarino e terrestre, dove furono scoperte quattro tombe preistoriche ricoperte di lastre di pietra con molteplici sepolture e ricchi contributi (gioielli in bronzo, ambra e paste di vetro, vasi di bronzo e ceramica, gemme elleniche, elmi greco-illirici, gambiere), fu probabilmente parte della necropoli esistente dal V al III secolo a.C. Nelle tombe ritrovate furono sepolti i rappresentanti della nobiltà illirica, che, considerando i ricchi reperti, erano collegati ai greci che vivevano sull’isola di Lissa (Vis).

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Scuola di Bobovišća

L’edificio scolastico fu costruito nel 1905. Nel 1948/49 la scuola fu annessa alla scuola primaria e secondaria di Io grado di Ložišća. L’ultima insegnante fu Rosanda Dorotić. Anche il grande poeta croato Vladimir Nazor frequentò la scuola di Bobovišća.

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Castello Anglišćina (Milna)

Il Castello Anglišćina con tratti rinascimentali fu costruito dalla famiglia Cerineo tra il XVI e il XVII secolo per difendere il porto. Il paese di Milna fu sviluppato tra il XVI e il XVII secolo dagli abitanti provenienti da Nerežišća, proprio attorno al castello fortificato, soprannominato dalla popolazione Anglišćina, dal momento che dal suo passato poco chiaro traspare che vi abitava un Lord inglese, collegamento desumibile dal soprannome croato.

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Faro Ražanj (Milna)

Il Faro fu costruito nel 1874 sul capo occidentale dell’isola di Brazza. Si compone di una torre ottagonale in pietra e un edificio a un piano della superficie totale di 110 m2. Al centro della facciata sud si trova una torre poligonale con in cima una lanterna. Il faro di Ražanj è un bene culturale protetto della Repubblica di Croazia.

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Fortezza Baterija (Milna)

La Fortezza Baterija, costruita nel 1806 durante l’amministrazione francese, si trova sul capo Zaglav. Per evitare che la flotta russa invadesse le isole della Dalmazia centrale, i francesi costruirono fortificazioni e installarono una batteria di 4 cannoni sul capo occidentale dell’isola di Brazza, che successivamente fu rinforzata con 6 cannoni. Per portare a termine la costruzione, i francesi assoldarono 150 abitanti di Brazza, dal momento che il loro equipaggio non aveva abbastanza persone per costruire il forte. Questa fortezza marittima è ancora oggi la più grande fortificazione dell’isola di Brazza e nella tradizione popolare viene chiamata Baterija. La fortificazione è stata preservata interamente, con il suo pentagono irregolare e le alte mura dentate laterali. Verso il mare si scorge un terrapieno eretto sulle rocce.

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La prima scuola di Milna

Si pensa che la prima scuola esistesse dal 1834, forse anche da prima. Non era, tuttavia, una scuola per la gente comune, ma per i bambini delle ricche famiglie di Milna. La scuola inizio ufficialmente l’attività nel 1848/49 nell’edificio privato della famiglia Buzolić, nella zona chiamata Pantera, e fu una scuola pubblica maschile con due sezioni.
La scuola rimase in quell’edificio dal 1848 al 1882, dopodiché fu trasferita nella struttura adiacente della famiglia Sfarčić, dove le lezioni proseguirono fino al 1901. Fino al 1890, le lezioni furono in lingua italiana, mentre dal 29 aprile 1878 fu introdotta anche la lingua croata.

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Polaca (Milna)

Polaca è una loggia cerimoniale con uno spiazzale e degli scalini, dove oggi si trova il busto di Ivan Bonačić-Sargo, filantropo di Milna, che per testamento lasciò la sua proprietà alla cittadina di Milna e ai suoi abitanti. Il costruttore è sconosciuto, ma si ritiene che sia stata costruita su modello delle opere del grande scultore croato Ivan Rendić.

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Il Pozzo (Milna)

Il pozzo – studenac – è oggigiorno profondo circa 7 m, stretto e costruito in pietra da cima a fondo. In base a quanto scoperto finora, trattasi della prima fonte di acqua di Milna, risalente ancora ai tempi degli illiri e dei romani. Oltre alla parte centrale, accanto al pozzo si trovano tre recipienti in pietra che fungevano da abbeveratoi per il bestiame, ma in realtà rappresentano dei frammenti di antichi sarcofagi cristiani. Su uno di essi è incisa la croce cristiana, tuttavia l’origine del sarcofago è sconosciuta. In passato, il mare si estendeva fino al pozzo; l’insenatura era profonda e protetta dai nemici.

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GROTTA NELLA BAIA DI VLAŠKA (Milna)

Durante il commercio marittimo del XVIII° secolo, nella baia di Vlaška giungevano le imbarcazioni dei pescatori e dei commercianti, che la gente del luogo chiamava Vlasi, da cui anche la baia fu chiamata Vlaška ovvero Baia dei Vlasi. Nella baia si può ammirare anche una grotta usata per il riparo da piogge e tempeste.

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ANTICO CANTIERE NAVALE (Milna)

Milna ha lasciato un segno significativo nella storia dell’Adriatico per quanto concerne la costruzione navale in legno, sebbene il periodo di intensa costruzione sia durato relativamente poco rispetto ad altri cantieri rinomati. L’età d’oro della costruzione navale durò una ventina di anni, durante i quali furono costruiti la maggior parte dei velieri. Nel XVIII secolo, Milna ebbe addirittura due cantieri navali, uno in seguito denominato “Škver” appartenente alla famiglia Bonačić-Protti, che presumibilmente iniziò l’attività nel 1750, nella zona Pantera; e l’altro fondato dalla famiglia Dorić circa 20 anni dopo, nella baia di Vlaška, che fu spostato nel porto di Milna all’inizio del secolo, più precisamente nella zona chiamata Brdo. L’officina dei fratelli Dorić istituì le basi per la fondazione del cantiere di Milna il 26 giugno 1961, sotto gli auspici dell’appena costituita Cooperativa Agricola Milna.

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CASA DEI MONACI DELL’EREMO DI BLAZZA (Milna)

I monaci dell’eremo di Blazza fecero così tanti progressi economici da procurarsi due grandi navi, gestite dal capitano Nikolorović di Bol. Poiché la baia di Blazza non era un porto adatto, i monaci costruirono una casa e dei magazzini a Milna, da dove commerciavano e salpavano verso i mari del Mediterraneo. Questa casa situata all’estremità settentrionale del porto esiste tutt’oggi e la costa sulla quale si erge ha preso il nome di Riva di Blazza.

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Edificio municipale

Costruito nel 1862 da Jerolimo Momo Conte come dimora estiva, la cui carica come re del Regno di Dalmazia a capo dei radicali durò dal 1861 al 1865, il palazzo fu utilizzato come punto di acquisto di vino e cibo.

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Vecchia lanterna (Milna)

Installata sul lungomare nel 1911, venne utilizzata quotidianamente fino all’arrivo dell’elettricità. È noto che la signora Antula Butorović-Tošo trascorse tutta la sua vita accendendo la vecchia lanterna fino alla sua modernizzazione. Quotidianamente si poteva scorgere la donna portare le scale e il petrolio per accenderla. La vecchia lanterna esiste ancora oggi e il suo piedistallo si trova sul lungomare.

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Casa della famiglia Babarović (Milna)

La casa della famiglia Babarović è stata il primo hotel di Milna per i primi turisti diportisti che non avevano voglia di dormire sulle barche. Nel 1843, durante la sua costruzione, i locali insoddisfatti del fatto che la struttura fosse troppo grande e chiudesse la visuale della chiesa parrocchiale, maledissero la casa esortando “Che la terra la inghiotta, che il fuoco la riduca in cenere!”. L’edificio sopravvisse per molti anni, ma nel 2008 ci fu un incendio nel quale la “Casa maledetta” fu rasa al suolo.

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